lo stile della scuola

La nuova frontiera

Lo stile della scuola è il “Makeshi”

Shiatsu spontaneo su tre livelli: Fisico, Emergetico e Mentale.

Lo stile della scuola è il “Makeshi” ed è fondato sulla applicazione dello shiatsu in modo armonico e personalizzato, con una teoria e una prassi di lavoro che sempre si adatta al ricevente.

Nasce dallo stile ” Zen Shiatsu”  di Shizuto Masunaga (1925-1981) che unisce i concetti e la pratica  dello Zen con lo shiatsu, con l’attenzione, la profondità e la bellezza della cultura giapponese.

Questo modo di lavorare è visibile anche all’osservatore esterno che vedrà un trattamento attento alla persona, armonico nei movimenti, con grande capacità di gestire le tecniche, sempre creativo e con una intensità toccante.

Le mani diventano quindi lo strumento di un “dialogo salutare” tra la tecnica, la teoria e il pensiero con le sue immagini il modo di essere dell’operatore.

 Lo stile makeshi ci educa all’Ascolto profondo,  ci forma all’Espressione e ci prepara ad incontrare le azioni che ci conducono sulla via per lo “Shiatsu Spontaneo”

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“Shiatsu Spontaneo”
Questa strada ci sostiene nel togliere le maschere che coprono la nostra vera essenza per poter lavorare in unione con la forza fondamentale della natura.


Lo Shiatsu Makeshi guida il vostro tocco a combattere l’alienazione di noi, l’allontanamento dalla nostra natura profonda.


 

di Claudio Micalizzi

 

“Seguire Il Sentire”

Tutti noi siamo attratti dal “sentire” a dall’attrazione di seguirlo.

Spesso ciò che sentiamo sotto le mani è un l’insieme di aspetti diversi che entrano in conflitto producendo o l’abbandono della teoria o una chiusura al nostro lato spontaneo.

Il nostro stile fornisce una struttura di lavoro che permette di armonizzare l’aspetto teorico e il versante più spontaneo in noi. L’obiettivo sarà quindi di lavorare in modo libero, con il supporto di una tecnica, la coscienza della teoria e della densità di una riflessione personale.

Il procedere nella pratica può essere suddiviso in cinque aspetti o momenti:

  • Aspetto teorico – la buona conoscenza teorica permette di gestire precisione la scelta delle tecniche e dei punti.
  • Aspetto riflessivo – è come organizzare il sentire per entrare nel mondo sensibile della valutazione energetica così come la conosciamo (onde energetiche, richieste del ricevente, valutazioni, osservazioni, risposte biologiche), ascoltando le risposte percepite trattenendone solo tre, nel caso contrario cercare almeno tre specifiche risposte.
  • Aspetto percettivo – ci permette di allineare i nostri sistemi sensoriali rimanendo equidistanti da ognuno di essi, attraverso il respiro, l’Hara e la mente. Essi vanno coordinati per trasformare il nostro corpo in un’unica stazione ricettiva. La “stazione ricettiva” amplifica le percezioni attraverso la postura, la dinamica dei tempi e l’ascolto del silenzio.
  • Aspetto pratico – la parte sostanziale del lavoro, dove il nostro corpo che lavora sarà dedicato all’ascolto, all’isolamento delle informazioni e alle risposte pratiche che diventano: Il trattamento.
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